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Proposte per le scuole
Nel 2006 la proposta di una maestra di portare a scuola l’esperienza dei laboratori realizzati all'interno delle attività di integrazione del Progetto Oasi con l'intenzione di favorire lo sviluppo della manualità tra i bambini delle classi elementari diventa per i rifugiati un modo per poter parlare di sé e della propria esperienza, di fronte ad un uditorio “speciale”: quello di una quarta e di una quinta elementare di un locale istituto comprensivo.

Il progetto, che ottiene l’approvazione immediata dell’istituto, prevede la realizzazione di un ciclo di incontri durante i quali saranno i rifugiati a insegnare ai bambini le tecniche di riuso di materiali di scarto e di intreccio per la realizzazione di oggetti, e insieme, ad introdurre in classe il tema dell’asilo.
L’iniziativa è l’occasione di presentare i beneficiari di un progetto di accoglienza, come persone protagoniste di percorsi umani e sociali differenti .

Il lavoro in aula è organizzato in piccoli gruppi, ciascuno dei quali coordinato da un beneficiario per permettere di superare le eventuali difficoltà linguistiche e di avere un approccio ravvicinato con i bambini; l’ultimo incontro del ciclo è dedicato al tema dei rifugiati e alla presentazione del progetto territoriale.
Saranno le modalità del gioco e dell’oralità a rendere possibile la trattazione di un argomento dal contenuto difficile e nuovo. Parole come clandestino, Lampedusa, sbarchi, entrano in classe portate da testimoni che, con la loro presenza, offrono la possibilità di comprendere storie di questo mondo, storie che riguardano persone che vivono in mezzo a noi, arrivate da lontano.
Storie ricche e complesse che rendono più vicine e umane esperienze vissute da chi ha dovuto lasciare la propria terra e i propri affetti.

Il progetto nelle scuole continua tuttora. I feedback che esso suscita sono estremamente positivi a tutti i livelli, soprattutto verso i “ docenti”, la cui iniziale incredulità rispetto alla possibilità di insegnare quello che sanno, viene premiata dal clima di affetto e riconoscimento che i bambini sanno mostrare. Nasceranno altri racconti, quelli che i bambini faranno a mamma e papà: ”... oggi in classe è venuto un rifugiato, mi ha insegnato a fare un portapenne e mi ha raccontato cose che io non sapevo...”.